Capabilities

Mirna Boscolo

Non so con esattezza quando e come sia nato il mio amore per la fotografia. Accompagna i miei ricordi da sempre, una sorta di coinquilino silenzioso e discreto che mi ha regalato il tempo della consapevolezza lentamente, quasi timoroso di arrivare troppo presto e di trovarmi impreparata. Una voce lontana che si è fatta via via più forte, una dolce lusinga a cui ho ceduto con sorpresa. Una nuova vita barattata con la vecchia. E il cambio era favorevole.
Qualcosa mi è stato raccontato. Pochi anni io. Fra le mani l'album di nozze dei miei genitori. Là non ..   [ Dettaglio ]

21 novembre 2008

Mirna Boscolo

Mirna Boscolo<br />

Mirna Boscolo

Non so con esattezza quando e come sia nato il mio amore per la fotografia. Accompagna i miei ricordi da sempre, una sorta di coinquilino silenzioso e discreto che mi ha regalato il tempo della consapevolezza lentamente, quasi timoroso di arrivare troppo presto e di trovarmi impreparata. Una voce lontana che si è fatta via via più forte, una dolce lusinga a cui ho ceduto con sorpresa. Una nuova vita barattata con la vecchia. E il cambio era favorevole.
Qualcosa mi è stato raccontato. Pochi anni io. Fra le mani l'album di nozze dei miei genitori. Là non c'ero, ma avrei voluto. Moltissimo. E allora il dispetto, un buffo delitto consumato nell'ingenuità : su ciascuna di quelle pagine tracciai un segno con la penna, un'innocua rappresaglia a dimostrare che invece c'ero anch'io, che anch'io facevo parte di quel mondo al riparo dal tempo e dai discorsi che cambiano. Nell'infanzia tante scatole. Scatole di cartone piene zeppe di foto raccolte alla rinfusa. Nessun ordine a confondermi le idee. Ore ed ore passate così, ad osservare, scrutare volti, indovinare espressioni e stati d'animo. Ogni foto una pietra preziosa, un fiore raro, la tessera di un mosaico che si ricompone sotto i miei occhi, la mia storia, quella della mia famiglia. Il piccolo mondo che avevo preteso per me quando ancora non mi apparteneva.
Oggi come ieri, in quell'attimo prima dello scatto che mi affascina, e a quel tempo sospeso che resto aggrappata, quando tutto è ancora possibile. Quell'attimo che decide la verità  di un momento e il punto di vista da cui la si guarda. Quell'attimo che porta la tua impronta, il tuo sigillo. Quell'attimo che trasforma la storia degli altri nella tua storia, perchè una storia esiste solo se la racconti. E il mio racconto è fatto di immagini.
Ai bambini che per primi ho fotografato, allenati nel difficile esercizio di essere se stessi. Alle donne dalle mille identità  che hanno voluto dialogare con l'obiettivo, muse sacre e profane, spose innamorate e ninfe sensuali. Agli uomini, al loro impaccio e all'intensità  di cui sono capaci solo quando ignorano di essere visti. A tutti la più onesta ammirazione per aver lasciato la porta aperta, per aver condiviso imbarazzi e fragilità , fantasie e traguardi.
Al mio cuore basti sapere che tutto questo ha un senso.

Abbiamo 0 Commenti

Lascia un commento